Missione Agape: amore incondizionato per il prossimo

Sposato e padre di una bimba, Marco Alessandro Basile,nel 2001, lascia Catania con la moglie Cinzia per andare nella fredda Sheffield, in Inghilterra. «Un salto nel buio per noi – racconta il  trentanovenne catanese – ma anche l’inizio di una grande avventura che ci ha portato poi ad entrare in un vero e proprio Ordine Missionario, Jesus Generation, un gruppo di giovani, e un po’ meno giovani come me, che desiderano raccontare e dimostrare l’amore di Dio per ogni sua creatura, proprio come Cristo ci ha insegnato col suo esempio». Ritornati nella nostra città, iniziano a dedicarsi a quanti, catanesi e non, vivono per strada, «dormendo sotto gli archi della Marina, sotto ai portici del Corso Sicilia o anche davanti ai portoni di hotel e palazzi di quel centro città che alla mattina comincia il suo tram tram quotidiano senza lasciarsi turbare più di tanto dalla loro presenza», racconta Marco.

Nasce così “Missione Agape”.

«Così l’abbiamo chiamata dal significato della parola agape= amore incondizionato e disinteressato – puntualizza Marco – si prefigge di trasmettere l’amore di Dio provvedendo non solo ai bisogni materiali, come cibo e vestiario, ma anche a quelli spirituali.
Con i ragazzi che mi collaborano, provenienti da tante chiese evangeliche del territorio catanese, spesso ci ritroviamo non solo ad abbracciare coloro che hanno un estremo bisogno di sentirsi ancora degni di essere amati, ma anche a pregare per i loro cuori e per i loro bisogni fisici, proprio come faceva Gesù.
Quello a cui assistiamo frequentemente – continua – è che anche i cuori più induriti dalla sofferenza e dalla solitudine alla fine si aprono e accettano quel dono gratuito da parte di Dio, altri hanno una difficoltà opposta: non si sentono degni di accettare un dono che non meritano: ”Se non posso lavorare non ho diritto di mangiare”, ci dicono a volte. E’ difficile per loro accettare qualcosa gratuitamente quando spesso gli viene negato ciò che dovrebbe essere un loro diritto.

Spesso c’è un pudore misto a vergogna, soprattutto in quei padri di famiglia che vengono a chiedere l’aiuto che offriamo attraverso il banco alimentare. C’è rabbia più che rassegnazione, nel vedere che il loro è solo uno dei tanti casi di persone che non arrivano nemmeno alla seconda settimana del mese. Vedere i loro visi e i loro occhi che si riempiono di lacrime davanti a un pasto caldo, a un abbraccio o semplicemente perché qualcuno è disposto a conoscere le loro storie e i loro drammi, é qualcosa che ancora dopo anni ci riempie il cuore.
Una volta ho pregato per un uomo che viveva sotto uno degli Archi della Marina in mezzo ai ratti e all’immondizia, appena finito di pregare mi disse: «Quello che mi avete dato questa sera non ha prezzo, non si può comprare, non si può vendere, né guadagnare. Grazie per aver portato la Luce in un luogo così pieno di oscurità».
E su come la sua vita sia cambiata dopo avere “incontrato” Gesù, Marco non ha dubbi: «Per molti anni nonostante tutto ciò che possedevo, nonostante la mia vita fosse apparentemente piena, non conoscevo cosa significasse vivere una vita “abbondante”. Ringrazio Dio per aver aperto i miei occhi ed il mio cuore ed avermi permesso di sperimentare la Sua grazia. Oggi, io vivo per Lui e cerco nel mio piccolo di mettere in pratica i Suoi insegnamenti. Gesù disse: “Io non sono venuto per essere servito, ma per servire (Matteo 20:28), Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Matteo 10:8). Questi sono solo alcuni dei versi sui quali ho deciso di fondare la mia vita, la mia famiglia e la Missione che per grazia Sua portiamo avanti».

Missione Agape opera in diverse aree:

-          Missione Agape campi rom lavora all’interno di 4 campi rom (baraccopoli) prendendosi cura dei loro bisogni materiali, igienico/sanitari, scolarizzazione dei bambini rom.

-          Missione Agape in rosa cerca di raggiungere ed assistere tutte le ragazze costrette alla prostituzione nelle strade della nostra città.

-          Missione Agape senza tetto, unità di strada presente ogni settimana sulle strade di Catania, si prende cura di tutti coloro che non hanno più una casa in cui abitare e difficoltà a mangiare e a vestirsi.

Una dedizione verso il prossimo che non conosce confini. «Di progetti ne abbiamo tanti – sottolinea Marco Basile – vorremmo poter dare assistenza sanitaria più specifica, magari aggiungendo al nostro furgone un’ambulanza con personale medico che giri per strada. Stiamo cercando un locale in cui organizzare una mensa e un dormitorio, visto che la Caritas non riesce a far fronte alle tante richieste. E inoltre istituire un Centro di Ascolto, per poter fungere da tramite tra i bisognosi e le Istituzioni preposte a dar loro aiuto, senza che questi affoghino nella infinita burocrazia.
Al momento continuiamo a portare avanti un piccolo progetto che vede coinvolta una famiglia rumena incontrata proprio in uno dei campi rom a Catania. Con le nostre poche risorse li abbiamo rimandati nel loro paese e abbiamo comprato una macchina che possa servire al padre per svolgere un servizio taxi e sostenere così la sua famiglia.
Mi piace molto una citazione di Madre Teresa di Calcutta, la quale diceva : «Non importa quanto grande o piccolo sia quello che fai, importa quanto amore metti nel farlo».

di Tiziana Campo

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