Il comitato tecnico scientifico didattico dell’Istituto Medico Psico-Pedagogico “Lucia Mangano”

L’Istituto medico psico-pedagogico “Lucia Mangano” ha da sempre posto una particolare attenzione al tema della formazione continua, ritenuta essenziale per assicurare, sia nell’area della ricerca che in quella dell’assistenza, un allineamento costante con l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle prospettive diagnostico terapeutiche nel campo della disabilità.

L’Avv. Corrado Labisi, Presidente dell”Istituto medico psico-pedagogico “Lucia Mangano”, si è fatto portavoce di un processo di cambiamento a favore del diversamente abile, costituendo un Comitato tecnico-scientifico-didattico che da diversi anni promuove la riceca-conoscenza della disabilità in ambito scientifico con lo scopo di creare una vasta sensibilizzazione nel tessuto sociale.

Qual è la funzione del Comitato tecnico scientifico didattico?

Il comitato nasce con la funzione di creare pubblicazioni e organizzare convegni a carattere scientifico-divulgativo a favore di una nuova prospettiva della disabilità, che considera la condizione di diversità in termini di ricchezza e non come elemento emarginante. Scopo prioritario del Comitato è l’approfondimento della disabilità in un’ottica multidisciplinare, avvalendosi del valore dei professionisti impegnati sinergicamente nel trattamento riabilitativo. Esso si avvale di accordi stabiliti con le Università, le Scuole di Specializzazione e gli Ordini Professionali”, spiega l’Avv. CorradoLabisi.

Da chi è composto il comitato tecnico-scientifico-didattico?

È costituito da diversi specialisti impegnati con le proprie professionalità nel trattamento della disabilità: neurologi, psichiatri, fisiatri, psicologi, psicoterapeuti e psicopedagogisti, ciascuno dei quali fornisce il proprio contributo che non può e non deve prescindere da quello degli altri, in un lavoro di rete e di scambio interculturale che arricchisca e promuova nuove conoscenze”, afferma l’Avv. Corrado Labisi.

Quali sono i campi di applicazione nello studio della disabilità?

“Ciascun professionista è chiamato a dare il proprio contributo tecnico e culturale approfondendo le tematiche della propria branca di specializzazione, si affrontano, pertanto, gli aspetti psicologici, psicopatologici, medici,e riabilitativi legati al mondo del disabile, mantenendo sempre costante e vivo il presupposto teorico che vuole privilegiare la “persona” con le sue potenzialità e le sue risorse”.

Avvocato Labisi, qual è il criterio che ha ispirato l’Istituzione di questo Comitato tecnico-scientifico-didattico?

“Il criterio è lo stesso che ha ispirato il modello riabilitativo dell’Istituto Lucia Mangano, il quale coglie una dimensione diversa del concetto di riabilitazione puntando l’attenzione sulla dimensione dell’individuo e sulla relazione. Nel campo specifico della disabilità intellettiva il cammino verso una maggiore inclusione nella società ha subito un’importante accelerazione, purtroppo a questa evoluzione in apparenza radicale, corrisponde una lenta evoluzione negli atteggiamenti.

L’IstitutoMedico Psico-Pedagogico “LuciaMangano” privilegia pertanto tutte quelle forme di divulgazione che consentano l’abbattimento di tutti quegli stereotipi che vogliono il disabile associato al deficit, verso una visione piu’completa che vede il mondo socio-affettivo della persona disabile nella sua interezza e ricchezza”.

Si sente sempre di piu’parlare del concetto di Qualità della vita (QdV), qual è la sua opinione in merito?

“Da un concetto di custodialismo e quindi di emarginazione sociale in cui la disabilità era vissuta come elemento discriminante si sta sempre piu’ affermando un approccio basato sulla Qualità della Vita della persona, sotto forma di risposta piu’attenta e puntuale ai suoi bisogni, giungendo a privilegiare aspetti quali il benessere psico-affettivo ed il senso di autoefficacia dell’individuo.

Un orizzonte piu ampio per valutare e successivamente conferire, attraverso un efficace intervento riabilitativo, una migliore qualità dell’esistere alla persona con ritardo mentale. Un cambiamento importante di prospettiva che punta l’attenzione sulla progettualità contro la staticità dell’essere, su quello che la persona disabile può diventare attraverso mirati interventi multidisciplinari”.

Quali saranno i prossimmi obiettivi?

“Al di là dei nostri periodici incontri mei quali i vari tecnici fissano le tematiche da approfondire in una cornice multidisciplinare, stiamo organizzando diverse occasioni di incontro sia per gli addetti del settore sia per un pubblico piu’ eterogeneo, per far conoscere la realtà del disabile e combattere il pregiudizio poco affrontato a livello istituzionale”.

di Simona Pulvirenti

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