Guida e alcol: allarme per i giovani italiani

di Tiziana Campo – Allarme alcol tra i giovani: il 43,8% dei maschi e il 35,3% delle ragazze ammettono di bere sostanze alcoliche durante l’anno, mentre il 14,4% dei maschi e il 5,6% delle femmine confessano di fare “abbuffate alcoliche” – il cosiddetto binge drinking – assumendo in una singola occasione oltre 5 bevande a base di alcol.
Il consumo di alcol non è fine a se stesso, per le conseguenze che può avere sulla salute di chi ne abusa, ma unito alla guida dà luogo a un binomio mortale che mette a repentaglio conducenti e terzi.
Dati elaborati dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di Sanità mettono in luce che il 10% degli intervistati tra i 18 e i 25 anni hanno ammesso di aver guidato in stato di ebbrezza.
L’alcol alla guida rimane dunque la prima causa di mortalità tra i giovani. E non si pensi che in questi dati rientri solo un grande consumo di alcol: numerosi studi hanno dimostrato che anche piccole quantità di alcol nel sangue possono essere letali per chi guida un veicolo, in quanto alterano il sistema nervoso, determinano un rallentamento dei riflessi e della capacità di percepire gli stimoli, riducendo anche il campo visivo.
La normativa italiana in materia di guida in stato di ebbrezza è molto severa: il limite è di 0,5 grammi/litro di alcol nel sangue, ma per i conducenti con meno di 21 anni, per chi ha la patente da meno di 3 anni e per chi guida autoveicoli con patente C,D,E il nuovo codice della strada approvato nel 2010 ha introdotto il divieto assoluto di consumare alcol alla guida, all’insegna della cosiddetta tolleranza zero.
Oltre 2 milioni, dunque, i giovani italiani pericolosi alla guida, un esercito di giovanissimi che non comprendono la pericolosità per se stessi e gli altri di guidare in stato di ebbrezza, diventando delle mine vaganti pronte a scoppiare da un momento all’altro, infrangendo futuro, sogni e aspirazioni come bicchieri che cadono a terra e dissipando in un superalcolico il proprio futuro.

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