ALTERNATIVE “SALVAMBIENTE”: PROPOSTE A IMPATTO ZERO

Li compri, li usi, li butti, li ricompri. Gi oggetti monouso sono comodi e scompaiono in fretta dalla nostra vita, ma non dal Pianeta, che rischia l’invasione dei rifiuti. Ciò è dimostrato anche dal “Pacific Trash Vortex”, la gigantesca concentrazione di rifiuti  nell’oceano Pacifico, definita anche il sesto continente: larga oltre 2.500 km e composta per l’80% da plastica.

Le alternative “salvambiente” però ci sono. Prima di ogni acquisto pensiamo sempre: quante volte lo useremo? Fatto questo, resta la parte divertente: regalare una seconda vita agli oggetti che nessuno vuole più. In natura i rifiuti non esistono. O meglio, ciò che è rifiuto per un organismo, diventa base alimentare per un altro. È un processo ciclico. Ma, quando interviene l’uomo, a quel punto  il circolo diventa una linea, che parte dalla materia prima, passa per il consumo e finisce direttamente dentro il bidone della spazzatura.

Imputato numero uno per l’utilizzo dissennato delle risorse, nato dal consumismo sfrenato, è l’usa e getta. Le alternative quotidiane ci sono e sono tante: in casa, a tavola, nell’igiene personale, in ufficio. Basta una piccola dose di buona volontà, un po’ di organizzazione e un pizzico di fantasia, e i benefici a breve e a lungo termine si faranno sentire, anche sul portafogli.

Facciamo un viaggio tra i materiali a impatto zero o a ridottissimo impatto ambientale: economiche, intelligenti e salutari alternative amiche del Pianeta.
Nella nostra pattumiera il 50% dello spazio è occupato dalle confezioni, il cui costo medio si aggira intorno al 30% di quello complessivo del prodotto: in alcuni casi può risultare addirittura più caro il contenitore del contenuto. Optiamo, in alternativa,  per prodotti alla spina o sfusi (pasta, cereali, detersivi, latte, vino ecc.), per i quali il contenitore si compra una volta sola e si riutilizza. I prodotti venduti alla spina hanno un prezzo medio inferiore del 20-30% rispetto a quelli di marca. La “spesa alla spina” è ormai una realtà in molti paesi europei. A Bundanoon, in Australia, per esempio, è vietato bere l’acqua dalle bottiglie di plastica: tutti devono usare contenitori riciclabili da riempire al rubinetto. Provvedimento estremo, che nel Belpaese sarebbe rivoluzionario, visto che gli italiani nel 2011 hanno bevuti 196 litri di acqua in bottiglia per abitante (dati Beverage Marketing Corporation), confermandoci al primo posto in Europa e terzi nel mondo dopo Arabia Saudita e Messico.

Dei 2,2 milioni complessivi di tonnellate di imballaggi plastici solo il 35% è avviato a riciclo; il resto è rifiuto netto per l’ambiente.

Ma ad inquinare contribuiscono notevolmente anche prodotti per l’igiene. Ad esempio, a un bambino, nei primi tre anni di vita, servono fino a 4.500 pannolini: una tonnellata di rifiuti indifferenziabili che rappresentano il 10% di tutti i rifiuti urbani e che graveranno sul pianeta per 500 anni. Per fortuna ci sono moderni pannolini lavabili, una rivisitazione moderna dei vecchi ciripà, che causano anche meno allergie e arrossamenti rispetto a quelli sintetici e che garantiscono un considerevole risparmio rispetto a quelli confezionati.

Alternative bio sono state studiate anche per le donne in luogo dei tradizionali assorbenti usa e getta. Si tratta di moderni sistemi da comprare solo una volta e riutilizzare, ossia la coppetta della luna, che si usa come un tampone non però monouso, ma da lavare e riutilizzare. Costa circa 30 euro, dura una decina d’anni ed è già in voga in gran parte dell’Europa.

Per il bucato esiste la bio wash ball: contiene ceramica come molti detersivi e lava fino a 3000 lavaggi  a mano o in lavatrice prima di dover essere sostituita. La palla di ceramica per il bucato garantisce un notevole risparmio economico e due grossi vantaggi per l’ambiente: non produce rifiuti da mandare in discarica e non inquina l’acqua, che può essere quindi inserita nel riciclo per il water o per il giardino.

A salvare l’ambiente possono contribuire anche piccoli gesti quotidiani, optando ad esempio per materiali poco impattanti. Sono singoli e piccoli gesti, troppo spesso sottovalutati, che possono contribuire, se sommati, a migliorare la qualità della vita, producendo una vera rivoluzione.

di Antonella Capizzi

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