Alluvione di Messina, tre anni d’indifferenza

“Italia loves Emila”, ma dimentica gli alluvionati di Giampilieri Superiore, Itala, Scaletta Zanclea.

Sono passati più di tre anni da quella tremenda alluvione che l’1 ottobre 2009, ha devastato Giampilieri Superiore e le frazioni vicine. E a distanza di tre anni non si cancella quel  fango che non ha risparmiato nulla, né i 37 morti soffocati da una melma letale, né i milioni di danni causati. È vivido ancora nella memoria dei sopravvissuti lo shock di quel disastro.

«Sono rimasta intrappolata nel fango per oltre quattro ore e sono stata salvata da un pompiere che, pur non essendo in servizio, è accorso a Giampilieri, vedendo quell’inferno», spiega Laura Muscarà,  sfollata sopravvissuta a quelle sabbie mobili che hanno invaso la sua casa, cancellando ogni cosa.

Solo una parte degli abitanti di Giampilieri hanno fatto rientro nella parte del paese dichiarata agibile.

Il resto è fermo all’istantanea che l’alluvione ha fissato nel tempo: case distrutte da un fango che ha cancellato ogni cosa, strade divelte e un odore di morte che aleggia nelle zone più colpite.

Il sussidio di 500 euro al mese per gli sfollati che hanno perso tutto e che devano pagarsi una nuova sistemazione è stato sospeso. Non hanno più le loro case, non possono farvi rientro perché poste in zone non ancora agibili dove, pertanto, non è ancora consentito ristrutturare. Devono pagarsi l’affitto di una nuova casa, ma di tasca loro. Cornuti e mazziati. Già perché evidentemente il buco nero in cui versa la Regione Sicilia impone tagli alle spese e quando si taglia si inizia proprio da quello che non si dovrebbe toccare, pur di mantenere intatti i privilegi della “casta”.

“Italia loves Emilia”, si sente spesso. Tanto di cappello ai terremotati, aiutati da più parti anche con eventi di grande richiamo come il concerto che ha visto esibirsi per beneficenza cantanti del calibro di Jovanotti, Ligabue, Giorgia e company. Personaggi di spicco che hanno deciso di dare voce con la loro voce agli sfollati emiliani, per far risuonare l’eco in tutta Italia, per non dimenticare. Non è stato così per Giampilieri e per gli altri paesini colpiti. La macchina della solidarietà si è fermata a qualche spicciola, benché meritevole, iniziativa. Quasi indifferenti i “vip” siciliani: attori, cantanti, registi, soubrette, opinionisti, politicanti, figuranti che tanto si vantano delle loro sicule origini ma che, nel momento del bisogno indossano la maschera di indifferente omertà che caratterizza i siciliani nei secoli dei secoli.

C’è chi ha perso la famiglia e il lavoro e vive con soli 200 euro al mese, chi non ha più nulla da perdere e desidera solo giustizia per una sciagura preannunciata. Molti non hanno più una casa, sono ospiti presso familiari o in case affittate. Molti non hanno più ricordi del passato. Il loro “tutto” è andato perduto.  Tutti stanno tentando di  ricostruire la propria vita partendo da zero, reinventando se stessi,  per sanare quella dolorosa ferita. Lo fanno in silenzio, con pochi aiuti, contando solo sulle loro forze. Perché quando i riflettori sono spenti, quando c’è davvero bisogno attori, cantanti, registi, soubrette, opinionisti, politicanti, figuranti siciliani dimenticano di essere siciliani. E tutto tace.

di Tiziana Campo

About redazione